In questo articolo forniremo informazioni su chi, come e quando deve sostenere le spese funebri e quali sono le possibilità di detrazione fiscale.
Tra le varie questioni da affrontare quando si deve organizzare un funerale, il pagamento delle spese funebri è una delle più delicate e, talvolta, fonte di dubbi. Chi deve pagare il funerale? Le spese sono detraibili? Cosa accade se gli eredi rinunciano all’eredità? Vediamole insieme.
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Chi paga le spese funebri?
Quando una persona viene a mancare, ci si pone anche il problema di capire chi debba sostenere le spese del funerale soprattutto in caso di cattivi rapporti fra il defunto e gli eredi.
La legge prevede che il pagamento delle spese funebri debba essere effettuato immediatamente, anche se l’accettazione dell’eredità può avvenire entro dieci anni dal decesso e che spetta ai cosiddetti “chiamati all’eredità”, ovvero coloro che, pur non avendo ancora formalmente accettato l’eredità, sono potenzialmente eredi per previsione legale o testamentaria.
La giurisprudenza italiana chiarisce però che il pagamento di queste spese non costituisce accettazione tacita dell’eredità, in quanto è considerato un obbligo morale e giuridico.
In molti casi, il defunto può aver previsto una somma di denaro sul proprio conto corrente destinata al pagamento del funerale. In queste situazioni, è possibile rivolgersi alla banca per prelevare l’importo necessario, anche se il conto è bloccato, previo consenso di tutti gli eredi.
Chi paga il funerale se gli eredi rinunciano all’eredità?
Quando gli eredi rinunciano all’eredità contestualmente al decesso, il costo del funerale non rimane scoperto. Secondo la normativa italiana, anche in caso di rinuncia, il pagamento può essere richiesto a chi ha provveduto all’organizzazione del funerale, come un parente o un conoscente.
Se non vi sono parenti o conoscenti disposti a farsi carico del funerale, il Comune di residenza del defunto può intervenire per garantire un funerale dignitoso, generalmente attraverso un servizio essenziale e sobrio.
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Il funerale pagato dal Comune
In Italia, esiste la possibilità che il funerale venga pagato dal Comune, in particolari situazioni di disagio economico. Si parla in questo caso di “funerali di povertà” o “funerali sociali”, servizi offerti ai defunti che non hanno parenti o amici o che, pur avendoli, questi sono impossibilitati economicamente a sostenere le spese.
Per accedere a questi servizi, è necessario presentare una domanda al Comune di residenza del defunto, allegando la documentazione che attesti lo stato di indigenza. Le condizioni di accesso possono variare a seconda dei regolamenti comunali.
Come devono essere pagate le spese funebri?
Le spese funebri devono essere pagate in modalità tracciabile, ovvero attraverso strumenti come:
- bonifico bancario
- carta di credito
- bancomat
- assegno
Non è necessario effettuare un bonifico parlante specifico, ma è importante che il pagamento sia chiaramente documentato e tracciabile.
La fattura del servizio funebre deve essere intestata alla persona che materialmente effettua il pagamento. Se si decide di utilizzare i fondi presenti sul conto del defunto, una volta ottenuto il permesso dalla banca, è fondamentale che l’intestatario della fattura sia anche colui che effettua il pagamento, per garantire la validità fiscale della transazione.
Quando si pagano le pompe funebri?
Il pagamento delle pompe funebri deve essere effettuato immediatamente o poco dopo il funerale anche prima che l’eredità venga ufficialmente accettata. In linea generale, le spese funebri sono considerate debiti ereditari e sono quindi a carico degli eredi del defunto, i quali devono sostenere i costi in proporzione alla quota ereditaria ricevuta.
Solitamente le agenzie richiedono il pagamento delle spese funebri suddivise in due momenti: una quota di acconto iniziale alla sottoscrizione del contratto e una quota di saldo una volta completato il servizio. Può anche accadere che venga richiesto il pagamento in toto delle spese al momento della stipula del contratto oppure che il pagamento venga dilazionato in comode rate per agevolare le famiglie in lutto.
Ovviamente è bene prendere accordi con l’agenzia di riferimento per evitare spiacevoli fraintendimenti e avere tutte le informazioni chiare fin da subito.
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Quanto tempo ho per pagare un funerale?
Non esiste un tempo limite specifico per il pagamento delle spese funerarie, ma è consigliabile saldare il debito entro 30 giorni dal decesso. Questo per evitare possibili complicazioni con le onoranze funebri e per consentire agli eredi di gestire in modo più fluido la successione.
Se il pagamento viene effettuato utilizzando i fondi presenti sul conto corrente del defunto, sarà necessaria l’autorizzazione della banca previa verifica della documentazione. Questo passaggio permette di sbloccare i fondi necessari al pagamento delle spese funebri.
Spese Funebri detraibili
Le spese funebri possono beneficiare di una detrazione fiscale del 19% sull’importo massimo di 1.550 euro circa per ciascun decesso. Ciò significa che l’ammontare massimo detraibile per ogni funerale è di 294,5 euro (19% di 1.550 euro).
Le spese funebri possono essere detratte da chi ha sostenuto effettivamente i costi, anche se non è direttamente parente del defunto. Questa possibilità è stata introdotta con la Legge di Stabilità 2016, che ha eliminato il vincolo di parentela, consentendo di detrarre le spese funebri anche se sostenute per persone non legate da rapporti di parentela.
Chi può detrarre le spese funebri?
Può godere della detrazione colui che ha sostenuto le spese per il funerale. Se la spesa è stata sostenuta da più persone, ma la fattura risulta intestata a una sola di esse, la detrazione del 19% sull’importo massimo di 1.550 euro può comunque essere ripartita tra tutti gli aventi diritto. Per farlo, è necessario che la fattura riporti un’annotazione (sottoscritta dall’intestatario) che certifichi la divisione delle spese. Questo permette a chi ha contribuito economicamente di ottenere la detrazione pro-quota.
In alternativa l’agenzia di pompe funebri potrebbe emettere diverse fatture ripartite secondo la quota stanziata da ciascuno.
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Quando si applica la detrazione?
La detrazione è valida esclusivamente per le spese che hanno un legame immediato con l’evento del decesso, come stabilito dal criterio di “attualità” riconosciuto dal Fisco. Pertanto, rientrano tra le spese detraibili solo quei servizi strettamente correlati con il funerale erogati dall’agenzia di pompe funebri, come per esempio la preparazione della salma, l’allestimento della camera ardente in abitazione privata o in strutture adibite, come la nostra Casa Funeraria a Monza, il trasporto e la tumulazione o cremazione. Non sono invece detraibili i costi sostenuti a priori, come l’acquisto preventivo di un loculo, o quelli richiesti a distanza di anni (es. esumazione e traslazione della salma).
Quali documenti servono per detrarre le spese funebri?
Per usufruire della detrazione è necessario conservare:
- La fattura dell’agenzia funebre intestata a chi ha sostenuto la spesa.
- Una dichiarazione di ripartizione delle spese (in caso di più persone coinvolte nel pagamento).
- La documentazione bancaria che attesti il pagamento tracciabile (bonifico, assegno, carta di credito o bancomat).
Le spese funebri detraibili rappresentano un’opportunità per alleggerire il peso economico di un momento già delicato. Conoscere le modalità di pagamento, chi è responsabile e come accedere alle detrazioni fiscali può fare la differenza nella gestione economica del funerale.
Onoranze Funebri Brioschi è al tuo fianco con un servizio trasparente e professionale per ulteriori informazioni o di supporto nella gestione delle pratiche post-mortem.
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