La cremazione dei resti mortali è il processo con cui i resti di una salma, dopo il periodo legale di sepoltura vengono avviati alla cremazione.
La cremazione dei resti mortali è una procedura che può avvenire anche molti anni dopo la sepoltura di una persona. Spesso viene richiesta quando scade una concessione cimiteriale, durante un’esumazione o un’estumulazione, oppure quando i familiari decidono di destinare diversamente ciò che rimane della salma.
In Italia la normativa distingue in modo preciso tra cadavere, resti mortali e resti ossei, e questa distinzione è fondamentale perché determina le procedure da seguire e le autorizzazioni necessarie per procedere con la cremazione.
In questo articolo vediamo quando è possibile la cremazione dei resti mortali a Monza e Brianza, cosa prevede il regolamento e quali passaggi amministrativi sono necessari.
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Cos’è la cremazione dei resti mortali
La cremazione dei resti mortali è il processo con cui ciò che rimane di una salma dopo il periodo legale di sepoltura viene avviato alla cremazione in un crematorio autorizzato.
La procedura può avvenire:
- dopo un’esumazione (sepoltura in terra)
- dopo un’estumulazione (sepoltura in loculo o tomba)
- alla scadenza di una concessione cimiteriale
L’autorizzazione alla cremazione dei resti mortali, provenienti da estumulazione o inumazione, viene rilasciata dal Comune del decesso oppure dal Comune in cui si trova il cimitero dove sono sepolti i resti, tramite l’Ufficio di Stato Civile o i Servizi Cimiteriali.
Differenza tra salma, cadavere e resti mortali?
Nel linguaggio comune si tende a usare termini come salma, resti o ossa in modo generico. Dal punto di vista normativo, invece, esiste una distinzione precisa.
Le principali classificazioni previste dalla legge sono:
- salma – corpo senza vita prima dell’accertamento medico ufficiale che ne constata la morte
- cadavere – corpo esanime di cui la morte è già stata certificata fino al termine del periodo legale di sepoltura
- resti mortali – ciò che rimane della salma quando la decomposizione non è completa. Il corpo non è interamente scheletrizzato (mummificato, saponificato o corificato).
- resti ossei – parti scheletriche completamente mineralizzate, restanti dal completo processo di decomposizione
Questa distinzione è importante perché le procedure amministrative ed i tempi per la cremazione cambiano a seconda della classificazione della salma.
La cremazione del defunto avviene a pochi giorni dal decesso, dopo le esequie, su volontà testamentaria del defunto, oppure tramite l’iscrizione alla So.Crem, associazione riconosciuta per la cremazione. In mancanza del testamento scritto, i famigliari più prossimi possono comunque dichiarare la volontà del defunto espressa riguardo il desiderio di cremazione. L’autorizzazione è concessa dall’Ufficiale di Stato civile del Comune in cui è avvenuto il decesso.
Per la cremazione dei resti mortali invece i tempi sono decisamente diversi.
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Quando si parla di resti mortali?
La normativa italiana stabilisce tempi diversi in base al tipo di sepoltura.
Inumazione
Nel caso di sepoltura in terra, il periodo minimo è generalmente 10 anni. Durante l’esumazione viene verificato lo stato della salma. Se la decomposizione non è completa, ciò che rimane viene classificato come resto mortale.
Tumulazione
Nel caso di tumulazione in loculo o tomba, i tempi sono più lunghi perché il processo di decomposizione del cadavere è più lento. Un cadavere tumulato resta cadavere fino al compimento di 20 anni di tumulazione. Solo dopo questo lasso di tempo può essere classificato come resto mortale.
Tempi di sepoltura e classificazione della salma
| Tipo di sepoltura | Tempo minimo | Classificazione |
|---|---|---|
| Inumazione | 10 anni | Resti mortali |
| Tumulazione | fino a 20 anni | Cadavere |
| Dopo 20 anni di tumulazione | verifica decomposizione | Resti mortali o resti ossei |
Chi autorizza la cremazione dei resti mortali?
La cremazione di una salma già tumulata richiede sempre una specifica autorizzazione amministrativa.
Il permesso viene rilasciato dal Comune competente, generalmente tramite l’ufficio di stato civile o l’ufficio cimiteriale.
Prima di concedere l’autorizzazione per procedere alla cremazione di resti mortali vengono verificati diversi aspetti:
- il rispetto dei tempi minimi di sepoltura: 10 anni per inumazione e 20 anni per tumulazione
- la volontà del defunto, se espressa in vita tramite testamento o iscrizione alla So.Crem
- la richiesta dei familiari aventi diritto in mancanza della espressa volontà testamentaria del defunto
l’autorizzazione all’estumulazione rilasciata dal Comune dove si trova il Cimitero
Apertura del loculo e cremazione di un corpo riesumato
Quando si richiede la cremazione di una salma già tumulata, è necessario procedere con l’apertura del loculo o del tumulo in cui il feretro è stato collocato. Questa operazione prende il nome di estumulazione.
L’estumulazione consiste nella rimozione del feretro dal loculo o dalla tomba per consentire le verifiche previste dalla normativa e l’eventuale trasferimento al crematorio.
Si tratta di un’operazione delicata che viene eseguita dal personale cimiteriale nel rispetto delle procedure previste dai regolamenti comunali e dalla normativa di polizia mortuaria.
Una volta aperto il loculo, viene verificato lo stato della salma. In base al tempo trascorso dalla sepoltura e al processo di decomposizione, il corpo può essere classificato come:
- cadavere
- resti mortali
- resti ossei
Se i tempi di sepoltura previsti dalla legge sono trascorsi, i resti possono essere trasferiti al forno crematorio per il processo di cremazione.
Resti inconsunti: cosa succede se la decomposizione non è completa
Durante l’apertura di una sepoltura può accadere che la decomposizione della salma non sia completa anche dopo molti anni. In questi casi si parla di resti inconsunti.
I resti inconsunti sono parti del corpo che non si sono completamente decomposte nel tempo previsto dalla normativa. Questo fenomeno può verificarsi per diversi motivi:
- condizioni ambientali del terreno
- caratteristiche del feretro
- scarsa aerazione della sepoltura
- presenza di materiali che rallentano la decomposizione
Quando vengono riscontrati resti inconsunti, il personale cimiteriale valuta la soluzione più appropriata secondo il regolamento di polizia mortuaria.
Tra le possibili soluzioni vi sono:
- una nuova sepoltura temporanea
- il trasferimento in campo di mineralizzazione
- la cremazione dei resti mortali
Spesso la cremazione rappresenta la soluzione più semplice per completare il processo di trasformazione dei resti.
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Riduzione dei resti mortali: quando viene effettuata
In alcune situazioni, durante l’estumulazione o l’esumazione, può essere necessario procedere alla riduzione dei resti mortali.
La riduzione consiste nel raccogliere e ricomporre i resti presenti nel feretro per consentire una nuova collocazione in uno spazio più contenuto. Questa operazione viene effettuata esclusivamente dal personale autorizzato del cimitero e nel rispetto delle procedure previste dalla normativa.
Questo avviene ad esempio quando i resti devono essere collocati in:
- una cassetta ossario
- un ossario comune
In molti casi, a seguito della raccolta dei resti, i familiari scelgono la cremazione dei resti mortali, che permette di raccogliere le ceneri in un’urna.
Cremazione resti mortali: cosa dice il regolamento
Il regolamento sulla cremazione dei resti mortali deriva principalmente dal DPR 285/1990, il regolamento nazionale di polizia mortuaria.
La normativa stabilisce:
- i tempi minimi di sepoltura
- le modalità di esumazione ed estumulazione
- le procedure per ottenere l’autorizzazione alla cremazione
- le modalità di destinazione delle ceneri
Resti inconsunti: cosa succede se la decomposizione non è completa
Durante l’apertura di una sepoltura può accadere che la decomposizione della salma non sia completa anche dopo molti anni. In questi casi si parla di resti inconsunti.
I resti inconsunti sono parti del corpo che non si sono completamente decomposte nel tempo previsto dalla normativa. Questo fenomeno può verificarsi per diversi motivi:
- condizioni ambientali del terreno
- caratteristiche del feretro
- scarsa aerazione della sepoltura
- presenza di materiali che rallentano la decomposizione
Quando vengono riscontrati resti inconsunti, il personale cimiteriale valuta la soluzione più appropriata secondo il regolamento di polizia mortuaria.
Tra le possibili soluzioni vi sono:
- una nuova sepoltura temporanea
- il trasferimento in campo di mineralizzazione
- la cremazione dei resti mortali
Spesso la cremazione rappresenta la soluzione più semplice per completare il processo di trasformazione dei resti.
Cosa succede dopo la cremazione dei resti mortali
Dopo la cremazione i resti vengono trasformati in ceneri, che vengono raccolte in un’urna cineraria.
Le ceneri possono essere destinate a diverse soluzioni:
- tumulazione dell’urna in loculo o tomba
- collocazione in cinerario
- conservazione in ambito familiare
dispersione delle ceneri nei luoghi consentiti dalla legge
Quanto costa la cremazione di un corpo riesumato?
Il costo della cremazione dei resti mortali dopo esumazione o estumulazione può variare a seconda del Comune, del crematorio utilizzato e dei servizi necessari. In Italia esiste comunque una tariffa massima stabilita per legge pari a 624,15 euro, anche se molti Comuni applicano tariffe inferiori.
A questa cifra si devono aggiungere altre spese accessorie, per esempio:
- pratiche amministrative e marche da bollo;
- eventuale trasporto dei resti al crematorio;
- urna cineraria (costi variabili a seconda del materiale);
- costi delle onoranze funebri
- eventuali costi per dispersione delle ceneri o per la loro collocazione in cimitero.
Pertanto, spesa finale può variare in base alla situazione specifica e alle scelte della famiglia.
Le spese per la cremazione dei resti mortali sono detraibili?
Le spese sostenute per la cremazione dei resti mortali, cioè quando la cremazione avviene dopo esumazione o estumulazione e non immediatamente dopo il decesso, generalmente non rientrano tra le spese funebri detraibili nella dichiarazione dei redditi.
La normativa fiscale prevede infatti la detrazione del 19% su un importo massimo di circa 1.550 euro per ogni decesso, ma questa agevolazione riguarda le spese funebri sostenute in occasione del funerale, quindi immediatamente successive alla morte.
Quando la cremazione avviene molti anni dopo la sepoltura, come nel caso della cremazione dei resti mortali, l’operazione è considerata una pratica cimiteriale successiva e non una spesa funebre legata al funerale originario. Per questo motivo, nella maggior parte dei casi non è possibile beneficiare della detrazione fiscale.
Cremazione resti mortali a Monza: a chi affidarsi
Le Onoranze Funebri Brioschi assistono le famiglie nella gestione di tutte le procedure necessarie per esumazione / estumulazione fino alla cremazione, occupandosi:
- delle pratiche amministrative
- dei rapporti con gli uffici comunali
- dell’organizzazione del trasferimento al crematorio
- della gestione della destinazione delle ceneri
In questo modo i familiari possono affrontare ogni fase con maggiore serenità, affidandosi a professionisti esperti nella gestione delle pratiche funerarie.
L’Impresa di Onoranze Funebri F.lli Brioschi, con sede storica a Monza, è infatti da decenni un punto di riferimento nel settore funerario in Brianza e nei comuni limitrofi.
Attiva 24 ore su 24, tutto l’anno, offre assistenza completa e discreta anche per la cremazione dei resti mortali, occupandosi della gestione delle pratiche amministrative, delle autorizzazioni comunali e dell’organizzazione del trasferimento al crematorio.
Con più sedi operative a Monza, tra cui la Casa Funeraria F.lli Brioschi, l’impresa accompagna le famiglie in ogni fase con professionalità ed esperienza, garantendo supporto nella gestione delle pratiche cimiteriali e nella destinazione finale delle ceneri.
Inoltre, Onoranze Funebri Brioschi è azienda fiduciaria sul territorio di Monza della SoCrem, ente morale per iscrizione alla cremazione di Milano
FAQ sulla cremazione dei resti mortali
Quando si possono cremare i resti mortali?
I resti mortali possono essere cremati dopo il periodo minimo di sepoltura previsto dalla legge: generalmente 10 anni per l’inumazione e 20 anni per la tumulazione.
Chi autorizza la cremazione dei resti mortali?
L’autorizzazione viene rilasciata dal Comune dove si trovano i resti, tramite l’ufficio di stato civile o l’ufficio cimiteriale.
Qual è la differenza tra cadavere e resti mortali?
Il cadavere è il corpo umano dopo la morte certificata ufficialmente fino al termine del periodo legale di sepoltura. Dopo questo periodo, quando la decomposizione è avanzata ma non completa, si parla di resti mortali.
È possibile cremare una salma già tumulata?
Sì, è possibile. Se però non sono trascorsi 20 anni dalla tumulazione o 10 anni dalla inumazione, la cremazione segue le stesse procedure previste per la cremazione del cadavere.
Cosa rimane nella bara dopo 20 anni?
Dopo circa 20 anni di tumulazione possono rimanere resti ossei o parti non completamente decomposte, che vengono classificati come resti mortali secondo la normativa di polizia mortuaria.
