Chi paga le spese funebri?

spese funebri

In questo articolo parleremo di chi paga le spese funebri e delle detrazioni legate a quest’ultime.

Davanti alla morte di un caro, in un momento di razionalità, dovrai scegliere anche chi pagherà il funerale.

Non è solo una questione di disponibilità economica, molti sono i dubbi legati a questo argomento.

Il pagamento del funerale comporta l’accettazione dell’eredità? E se poi decido di rinunciare all’eredità come faccio a riavere i soldi anticipati? Se il conto corrente del mio caro estinto è bloccato, come faccio ad accedervi?

Insomma, nonostante la morte di un caro sia avvolta da un profondo dolore, è meglio sapere certe informazioni per poter fare scelte coscienziose.

Chi deve pagare il funerale?

Per la legislazione italiana, le spese funebri  fanno parte della successione e di conseguenza, sono un debito che ricade sugli eredi.

Per eredi si intendendo i parenti del deceduto fino al sesto grado di parentela.

Ma al momento del decesso molti non sanno ancora se accetteranno o rifiuteranno l’eredità. Per farlo infatti  si hanno 10 anni, mentre il pagamento del funerale va sostenuto immediatamente.

Quindi come fare? Nel quotidiano, uno dei “chiamati all’eredità”, ossia coloro che pur non avendo ancora accettato l’eredità sono potenzialmente gli eredi, anticipa l’intera quota delle spese per il funerale e ha diritto alle detrazioni spese funebri.

Verrà poi rimborsato dagli altri che accetteranno l’eredità in base alle rispettive quote ereditarie.

Riassumendo, le spese funebri devono essere pagate da coloro che accetteranno l’eredità.  Se chi ha anticipato il pagamento del funerale deciderà in un secondo momento di rinunciare all’eredità, ha diritto ad essere rimborsato di quanto ha versato dagli altri eredi: chi anticipa il denaro per le spese funebri matura comunque il diritto al rimborso nel caso in cui decida di rinunciare alla successione ereditaria.

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Dividere le spese funebri

Come anticipato, dato che il funerale va pagato dagli eredi, le spese funebri andranno ripartite in base alle rispettive quote ereditarie e non per quote uguali. Ad esempio, in una famiglia di 4 persone, se muore un genitore, il funerale verrà pagato per il 50% dall’altro genitore e il 25% per ognuno dei due figli.

Con che soldi pagare il funerale?

Ognuno può pagare un funerale attingendo la suo patrimonio personale, ma molte volte queste spese vengono assolte attingendo al conto corrente del defunto.

Nonostante le banche, dopo la comunicazione del decesso del cliente, blocchino il conto corrente fino alla dichiarazione di successione, se il deceduto ha stanziato parte dei soldi del suo conto per le spese funerarie, gli istituti di credito sono autorizzate a concedere i prelevamenti necessari per le incombenze funebri.

Ciò nonostante, anche se i soldi vengono prelevati dal patrimonio del deceduto, non può considerarsi  un tacito assenso all’eredità. La legge infatti ritiene il pagamento di un funerale un obbligo morale nel confronto del defunto e quindi il chiamo all’eredità può successivamente rinunciarvi nonostante abbia attinto al patrimonio del morto.

Chi paga funerale se non ci sono soldi?

Se il defunto è nullatenente e gli eredi non riescono a sobbarcarsi le spese funerarie, esistono enti locali che si occupano di garantire le esequie ai defunti nullatenenti, accollandosi le spese necessarie.

In questo caso si parla di funerali di povertà, e sono gratuiti. I Comuni, infatti stanziano una cifra fissa all’anno per pagare i funerali dei poveri.

Esistono inoltre i funerali sociali, che entrano in gioco per aiutare i soggetti seguiti dai servizi sociali perché si trovano in condizioni di particolare difficoltà. In questo caso, il comune intercede con le onoranze funebri accollandosi parte della spesa e lasciando la restante cifra ai parenti del defunto.

Nel caso anche i famigliari, fino al sesto grado fossero tutti indigenti, sarà comunque il comune sostenere le spese per l’inumazione.

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Detrazioni spese funebri: chi può beneficiarne?

È abbastanza risaputo che le spese funebri possono essere detratte dalle tasse. Ma chi le può detrarre? La logica ci indica che la detrazione spetta a colui che ha sostenuto la spesa, anche se non è un famigliare (ad esempio, un convivente, un amico, un conoscente).

Il vincolo di parentela, dal 2016, non è più un requisito necessario per portare in detrazione le spese funebri.

Infatti, fino al 2016, gli unici che vevano diritto alla detrazione erano:

  • il coniuge;
  • i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi;
  • i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

 

L’unica clausula rimasta è che le spese sostenute vengano detratte nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo alla morte.

Quali spese funebri sono detraibili?

Tutte le spese per le onoranze funebri, il trasporto con l’autofunebre, la bara e la sistemazione della salma, l’affitto della casa funeraria, la tumulazione, l’espletamento dei documenti, etc… sono detraibili, con un importo massimo di 1.549,37 € per decesso ( detrazione massima 294,38 €). Si può detrarre dall’IRPEF lorda il 19% del totale della spesa.

Se le spese funebri sono state pagate da più persone, la spesa può essere detratta in modo frazionato da tutte quelle persone.

Non sono invece detraibili gli importi dedicati all’acquisto di loculi o tombe che a volte vengono comprati dal defunto prima della morte, gli addobbi floreali, le cremazioni, le concessioni comunali cimiteriali o le spee per una successiva esumazione del corpo.

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Dividere la detrazione funerale pagato da più persone

Se le spese sono state sostenute da più parenti o amici, la detrazione andrà ripartita in base alla quota che ognuno ha apportato.

Ai fini della detrazione, se la fattura emessa dall’agenzia funebre risulta intestata ad una singola persona, ma hanno pagato in più individui, occorre riportare su di essa una nota firmata dall’intestatario con la quale viene certificato che l’importo è stato evaso da più soggetti.

Chi ha contribuito alle spese funebri, avrà la sua copia della fattura emessa, che userà come documentazione per godere la detrazione pro-quota.

 

Leggi anche la guida completa degli adempimenti post-mortem che contiene:

  • liquidazioni e i trattamenti di fine rapporto del defunto;
  • la reversibilità della pensione;
  • le assicurazioni
  • le utenze
  • contratti di locazione
  • passaggio di proprietà dei veicoli
  • etc…

Se hai bisogno di ulteriori informazioni, non esitare a telefonarci o  contattarci.